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I polcrocchè.

08 Apr


No, è che dovevo inventarmi un termine, perché sarebbero delle polpette ma in realtà essendo di patate sono più vicine a dei crocchè.
In realtà dovevo solo trovare il modo di utilizzare i quattro bianchi avanzati dalla crostata (no, lo so, grazie del pensiero ma odio le meringhe).
E siccome aprendo la busta delle patate ho visto che mi sorridevano, loro e gli abitanti colonizzatori del loro suolo, ho deciso di utilizzare le patate. Le ho messe tutte in pentola a pressione con una cipolla (un pezzo di cipolla salvato da morte certa), giusto con un goccio di acqua e un po’ di olio, ho chiuso e fatto fischiare per cinque minuti, dopodiché erano bollite alla perfezione.
Le ho schiacciate, ho aggiunto sale, prezzemolo, grana a volontà (non i soldi purtroppo), i quattro bianchi e il pane residuo della settimana scorsa, dopo averlo messo a bagno in acqua e strizzato. Ho mescolato per benino e formato delle polpette che ho messo in forno in una teglia vagamente unta. Avessi avuto della pancetta a cubetti sarebbe stato il massimo da mescolare. Anzi, ora che ci penso avevo un pezzo residuo di salame ungherese che avrei potuto tagliare a cubetti, ma poi sarebbe stato politicamente scorretto con la Ngheresa. Ora, non per dire, però una cosa così simpatica non me l’ero mai inventata.

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Pubblicato da su 8 aprile 2011 in 3. Contorni

 

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