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Pancakes salati a muzzo

25 Nov

Non nel senso che al posto del sale ho usato il muzzo. Nel senso che… uff! Andiamo con ordine.
Certamente non sto mettendo sul blog tutto quel che cucino, e nemmeno tutto quel che mi riesce bene, come si potrà notare. Ma quello che ho inventato stasera è frutto di una tale botta di c fortuna che merita degnamente il titolo di ricetta cocopro. Era tanto che non capitava… sono commossa.

Dunque, partiamo dal concetto che da quando ho scoperto i pancakes ho sviluppato una dipendenza. Però io non sono molto dolcivora, quindi era da un po’ che pensavo di farmeli salati e usarli come fossero crepes, ripieni di qualcosa. Dal momento che non ricordo mai le dosi sono andata alla ricerca di suggerimenti su internètt e ho trovato varie ricette. Una utilizzava la birra al posto del lievito e ho pensato di provarla. A quel punto per dimezzare le probabilità di saltare la cena, ho ritenuto opportuno fare due esperimenti contemporaneamente, con due ricette diverse. Poi, come al solito, mentre cucinavo mi è venuta fame, e allora mi sono fatta delle patate al microonde come faccio sempre io. Lampo di genio: una patata me la sono mangiata, le altre due le ho schiacciate e infilate nell’impasto con la birra. No, non in quest’ordine. Ok, ricominciamo.

Ovvero, la preparazione è quello che fa la differenza.

Nella foto si possono notare:

– una ciotolina piccola in cui c’erano 100 grammi di farina, un pizzico di sale, paprika
– una ciotola grande in cui c’erano 200 grammi di farina, una bella manciata di sale, una bustina di lievito (ok, non c’era ancora, era chiusa a lato, va bene, siete dei bravi osservatori, ma non è che posso rifare la foto ora.)
– due patate piccine bollite e spellate, o meglio, passate 3/4 minuti in microonde con tutta la buccia, che poi vien via facile facile
– un bricco con 200 ml di birra chiara (io avevo la birracqua della Coop, che è più o meno uguale a tutte le birracque che compro di solito ma costa molto meno)
– l’ultimo bicchierino di Grecale. Non c’entra con nessuna delle due ricette di pancakes ma andava finito.
– tante altre cose di cui non ce ne può fregà de meno.

Prima fase: mescolare le farine (no, non tra di loro, se no che ho preso a fare due recipienti distinti?).
Seconda fase: nella ciotolina piccola aggiungere le patate schiacciate e un uovo, mescolando per bene, mentre nella ciotola grande aggiungere due uova.
Terza fase: aggiungere poco per volta la birra nella ciotola piccola, mescolare e sbattere per bene, riporre in frigo, mentre nell’altro impasto vanno aggiunti 250 ml di latte (e poi va messa in frigo pure lei, poverina, qua non discriminiamo nessuno).

Vi mostro solo l’impasto alla birra perché tanto l’altro è un normalissimo impasto per pancakes.
Se siete degli attenti osservatori, certamente più attenti di me, avrete notato che come per magia la ciotolina piccola *cough cough* si è trasformata in una ciotola di metallo più grande. Bravi, avete più occhio di me, potevate dirmelo prima, quando ho preso la ciotolina piccola, che non ci sarebbe entrata la birra nemmeno per sbaglio!

Mentre era tutto in frigo, ho ravanato tra le varie cose rimaste nel cassetto delle verdure e ho trovato dei funghi. E quindi ho deciso che dovevo farmeli semplicemente in padella con un po’ d’olio e un pezzetto di aglio. Poi ho cercato tra i salumi e i formaggi qualcosa che si sposasse con i funghi (poco importa se per cercare sono stata costretta a finire un toma, un montasio e un pezzo di pecorino e a equilibrare con un pezzo di crudo tascabile umbro, una fetta di pardon coglioni di mulo e una spalmatina di nduja: poi capite perché quando finisco di cucinare mi sento già piena?)
Vi risparmio la fase di creazione dei pancakes. Ci vuole una padella antiaderente, un coso tipo spatola per girarli, un mestolo per le dosi di impasto da buttare in padella eccetera. Devo dire che, con quelle ricette, nonostante una fosse il doppio dell’altra non mi ha dato il doppio dei pancakes. Ne sono usciti dodici normali e otto alla birra e patate. ll primo impasto era decisamente più denso.
Quello che segue è il campo di battaglia con cui mi preparavo a comporre i diversi tipi di pancakes farciti. Nel frattempo avevo acceso il forno (e buttato fuori il gatto, che mi gironzolava sotto i piedi, grazie, con tutti quegli odori di formaggio in giro…)

Sottolineo che la disposizione dopo il rituale momento di controlfreak-aggine è cambiata nettamente.

I pancakes, i piccoli così ovali di cotti, gorgonzola, caciottina fresca, funghi, erba cipollina. Gli otto pancakes alla birra sono stati semplicemente arrotolati e accomodati in uno dei recipienti. Gli altri sono stati preparati metà con caciotta e funghi, metà con gorgonzola e erba cipollina, come si può notare dal tagliere piccolo:

e qui mi sono detta, o la va o la spacca, mal che vada passo in pizzeria

Arrotolati e infilzati con stuzzicadenti i primi, arrotolati e basta i secondi. Sinceramente non riesco a decidermi su quale accoppiata sia la migliore. Ma come sapore quelli a birra e patate non li batte nessuno. Non li ho finiti solo perché sono buona e li farò assaggiare anche a casa. Il risultato lo nascondo nelle miniature così mi volete più bene.

ai funghi

al gorgonzola

birra e patate

gorgonzola sciuolto

 

funghi e caciotta sciuolta

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Pubblicato da su 25 novembre 2012 in 0. Antipasti, 1. Primi, 2. Secondi, 3. Contorni

 

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