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Peperoni imbottiti salernitani

06 Dic

La ricetta era questa e l’ho sempre adorata. Ma la faccio quando posso perché i biscotti di grano che cita sono difficili da trovare (avevo una spacciatrice salernitana e ne ho biecamente approfittato).

I miei biscotti erano così (aromatizzati al finocchietto, ma poco per fortuna, e nel risultato quasi non si sente. Io odio il finocchietto. Odio l’anice. L’ho già detto? Altrimenti lo ridico. Comunque sono tipo freselle / friselle / frese / frise e quante altre varianti dialettali si possano aggiungere.)

I biscotti di grano

I biscotti di grano

La ricetta è semplicissima. Si tritano non troppo finemente i biscotti (nel mio caso esperimento poco riuscito perché non avevo il mio frullatore solito e quello che ho usato ha tritato tipo zucchero a velo. Ehm. Ma chissene.).

Dopodiché al quasi-pangrattato si aggiungono: olive nere (originariamente Gaeta, io taggiasche), capperi, alici sott’olio sminuzzate, aglio a pezzettoni in quantità, prezzemolo in quantità (io ho cominciato a usare da poco anche i gambi triturati e direi che fanno il loro porco dovere), OLIO extrasuperstrong in quantità. Io stavolta non ho salato e non ce n’è stato bisogno. Regolatevi a seconda della quantità di alici.
Quella che nella ricetta originale viene descritta come una cosa che una persona onesta mangerebbe col pane a me è venuta così:

una cosa che una persona onesta mangerebbe col pane

una cosa che una persona onesta mangerebbe col pane

(in effetti con sta foto del cavolo sembra quasi un couscous, ma assicuro che non lo è, quei biscotti sono giallissimi)

E infine, si toglie solo il comesichiama dei peperoni, infilando le ditine dentro per ripulire da filamenti e semi, e si schiaffa questa roba onesta dentro ai peperoni scamazzandola dentro per compattare bene. Si incastrano i peperoni in una pyrex o una teglia non troppo grande perché rimangano schiacciati, e si infornano con un po’ d’olio. Come dice lui, vanno girati e rigirati (a me in tutto ci hanno messo un’ora e mezza, ma non conoscevo bene il forno e ho tenuto basso per paura di disastri). E come dice lui, quando diventano di un colore che vi terrorizza, è il momento giusto.

Mission accomplished. Avevo da convertire uno storcinaso di peperoni e cipolle, con cui qualche giorno fa avevo già effettuato opera di convincimento su una zuppa di cipolle (per giunta fumé. Ehm. Ho già detto che non conosco bene il forno. Non commentate.). Ah, non vanno mangiati caldissimi ma a temperatura ambiente.

qua ne era già finito uno, quello giallo

qua ne era già finito uno, quello giallo

qua stava per essere salomonicamente diviso il secondo

qua stava per essere salomonicamente diviso il secondo

troppo tardi, diviso: bello l'interno, eh?

troppo tardi, diviso: bello l’interno, eh?

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Pubblicato da su 6 dicembre 2013 in 2. Secondi, 3. Contorni

 

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