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Polpettone avanzatissimo

13 Gen

Così avanti, anzi avanzato-avanzatissimo, che quasi quasi ho comprato tutto apposta per farlo. Procediamo con ordine.
Nel tritatutto piccino ho messo:
– un residuo di porro a pezzetti
– una carota piccina (ossia, quel che si è salvato da una carota grande in via di disfacimento)
– due cosi di aglio
– delle foglie di menta in fin di vita
– un mezzo biscotto di grano (quelli che ho usato qua)

l'allegro trito di residuati bellici

l’allegro trito di residuati bellici

L’impasto l’ho fatto con macinato, due uova, sale, pepe, il trito di cui sopra, un mix di grana e pecorino grattuggiati (non nel senso che avevo un mix! Non potrei mai. Nel senso che avevo entrambi e mi è sembrata cosa buona e giusta usarli entrambi per insaporire).

l'impasto pronto per l'attacco

l’impasto pronto per l’attacco

Una volta mescolato per benino ci ho aggiunto i resti di pane (di due tipi di pane in verità) ammorbidito in acqua e latte e strizzato viulentemente.

Poi ho composto il polpettone su un foglio di pellicola trasparente (che mi aiuterà in seguito a chiuderlo e compattarlo, non come fa Alessandro Borghese, che poi in diretta non gli riesce e si squaquacchia tutto, ma insomma, ci siamo vicini, per stavolta ho avuto culo.)
Il polpettone è stato assemblato come segue:
– biete bollite avanzate (o meglio, coste)
– fettine di un fondo di speck divinamente pepato
– fette di provolone sedicente piccante ma in realtà blandamente pizzicante
– tre uova sode (sì, ho scoperto perché il trucco dell’uovo sodo bollito e messo subito in acqua fredda che si sguscia praticamente da solo non funzionava: funziona sulle uova fresche, ma se le uova non sono freschissime, il guscio si toglie male lo stesso. Come si può notare, due uova hanno praticamente subito una tortura feroce e prolungata, uno si è praticamente sgusciato da solo. Sì, ok, d’altra parte era il polpettone degli avanzissimi, che si poteva pretendere da me?)

la quiete prima della tempesta

la quiete prima della tempesta

Ok. Ho arrotolato, chiuso, fatto scivolare felinamente il polpettone dalla tavola (e dalla pellicola) al contenitore oliato pronto per il forno (preriscaldato) e l’ho abbandonato lì finché non ha assunto il colore che mi aggradava. (Mi rendo conto che non avendo né avvisato della necessità di fare le uova sode né di quella di preriscaldare il forno non sono molto utile oggi, nella stesura di questa ricetta).

labbestia

labbestia

il polpettone accompagnato da brovada

il polpettone accompagnato da brovada

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Pubblicato da su 13 gennaio 2014 in 2. Secondi

 

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