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Archivio mensile:aprile 2014

Biscotti al limone

Questo è consapevolmente il post meno utile della storia dei blog di cucina. Ho cucinato dei biscotti che sono venuti uno spettacolo e non ho la più pallida idea di come rifarli e soprattutto indirizzare i lettori a farli, perché ho scelto da cocciuta quale sono di non appuntare le dosi e anzi di non saperle proprio, prendendo tutti gli ingredienti a occhio a manate. Mi si dirà, ok, ma almeno hai fatto le foto. Uhm, no, non proprio. Non delle quantità usate. Quindi siete liberi di prendermi a maleparole.

Partiamo dal fatto che l’albero di limoni ha cominciato (come ogni anno) a produrre in quantità abnorme limoni (quest’anno sono solo un po’ più piccini del normale, ossia meno giganti del solito).

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Avevo comprato qualche tempo fa della farina di segale per provare a fare un dolce che non ho mai più fatto. E quindi l’ho recuperata, per inventarmi qualcosa. Farina di segale + Limone, cerca che ti ri-cerca su internet, ho trovato delle ricette, ma ho deciso di ignorarle: ad ogni modo, avevo deciso per dei biscotti.

Ho preso gli ingredienti da mobili e frigo a sentimento secondo quel che mi passava per la testa e me li sono disposti sul tavolo aspettando l’ispirazione. Ho solo pesato la farina, giusto per curiosità, avendola usata altre due volte in passato (ed era esattamente 250 grammi).

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In effetti questi erano gli ingredienti. Ma all’ultimo momento ho deciso di non usare né il lievito nél’uovo. Quindi ricapitolando ho usato:
– 250 gr. di farina di segale;
– due limoni mediograndi (tutta la scorza grattuggiata, riuscendo perfino a non grattuggiarmi le mani!) e il succo di uno e mezzo, ma non parliamo di limoni normali, eh: quindi ci si regolerà di conseguenza;
– burro (mboh!), ne ho usato metà di quello che si vede in foto;
– miele (mboh!), ne ho usato due buone dita di quel che si vede in foto (è miele artigianale in una bottiglina ex-succo di frutta), ne ho prese due ‘coltellate’ perché era molto denso.

Insomma, ho impastato sbriciolando a mani nude il burro e il miele con farina e limone, ma era diventata troppo liquida per farne una palla, allora ci ho aggiunto un paio di cucchiai di farina normale. La foto che ho fatto alla pallottola che ne è risultata serve a far capire quanto era grande.

 

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Dopodiché il mistero. Ho steso la pallottola col mattarello a un’altezza decisamente bassa, quindi una bassezza, e ho ritagliato dei quadrotti che ho ordinatamente sistemato sulla placca del forno foderata di carta forno. No, non ho una foto che testimoni l’ossessiva-compulsiva che è in me facendo vedere come li avevo sistemati. Con i ritagli ho rifatto una pallottola, poi uno sbirulicchio cilindrico che ho diviso in pezzettini. Li ho tenuti nel forno non molto caldo (circa 150°) per un quarto d’ora, tanto doveva cuocere solo la farina. Non mi sono fatta fregare dal fatto che col burro dentro non sarebbero mai diventati duri ma da caldi sarebbero rimasti morbidini. E infatti, una volta raffreddati sono croccantini con dentro un’anima morbida. Una goduria perfino per me che non mangio biscotti. Non vedo l’ora di infilarli in un gelato al limone o al pistacchio.

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Pubblicato da su 24 aprile 2014 in 4. Dolci

 

Strudel finto alla zucca

Scongelata all’ultimo minuto la pasta sfoglia, ci ho steso sopra:

– abbondante grana grattuggiato
– la zucca bollita nel microonde, poi travasata nello scolapasta, schiacciata, strizzata, lasciata a sgocciolare (me ne avevano portata una piccola da un paio di chili)
– sale
– pezzetti di formaggio
– e qua ci sarebbe andata benissimo una grandissima fetta di prosciutto arrosto ma io non ho più niente in casa, fate come se l’avessi messa

Arrotolato, chiuso, infornato, venti minuti circa. Avessi avuto uova avrei anche spennellato sopra alla fine per dorare.

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Pubblicato da su 18 aprile 2014 in 0. Antipasti, 3. Contorni

 

Cavolo agrodolcino

Questo coso è facilissimo.

Ho tagliato il cavolo, aggiunto una mezza cipolla, una manciata di uva passa, un cucchiaio raso di zucchero di canna, due o tre di salsa di soia, abbondante prezzemolo, un dito di acqua, ho semi-coperto, ho lasciato cuocere fino ad assorbimento di acqua.

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Solo dopo ho aggiunto un po’ di sale. Maledetto sale. La salsa di soia non è bastata. Sì, lo so che la foto è fatta prima di salare, non rompete, non si vede. D’accordo, se proprio si vede allora la prossima volta mi direte “Ehi! hai fatto la foto prima di mettere il sale! Imbrogliona!”.
Comunque è buonobuono e mi viene voglia di usarlo per farcire una torta salata. Per la quale però andrebbe aggiunto qualcosa di salato per compensare. Sì, ok, avevo pensato a un salume o a carne macinata ma no, voglio continuare a pensare vegetariano e allora dirò per esempio del pecorino a tocchetti.

 
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Pubblicato da su 4 aprile 2014 in 0. Antipasti, 3. Contorni