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Archivi categoria: 4. Dolci

Biscotti al limone

Questo è consapevolmente il post meno utile della storia dei blog di cucina. Ho cucinato dei biscotti che sono venuti uno spettacolo e non ho la più pallida idea di come rifarli e soprattutto indirizzare i lettori a farli, perché ho scelto da cocciuta quale sono di non appuntare le dosi e anzi di non saperle proprio, prendendo tutti gli ingredienti a occhio a manate. Mi si dirà, ok, ma almeno hai fatto le foto. Uhm, no, non proprio. Non delle quantità usate. Quindi siete liberi di prendermi a maleparole.

Partiamo dal fatto che l’albero di limoni ha cominciato (come ogni anno) a produrre in quantità abnorme limoni (quest’anno sono solo un po’ più piccini del normale, ossia meno giganti del solito).

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Avevo comprato qualche tempo fa della farina di segale per provare a fare un dolce che non ho mai più fatto. E quindi l’ho recuperata, per inventarmi qualcosa. Farina di segale + Limone, cerca che ti ri-cerca su internet, ho trovato delle ricette, ma ho deciso di ignorarle: ad ogni modo, avevo deciso per dei biscotti.

Ho preso gli ingredienti da mobili e frigo a sentimento secondo quel che mi passava per la testa e me li sono disposti sul tavolo aspettando l’ispirazione. Ho solo pesato la farina, giusto per curiosità, avendola usata altre due volte in passato (ed era esattamente 250 grammi).

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In effetti questi erano gli ingredienti. Ma all’ultimo momento ho deciso di non usare né il lievito nél’uovo. Quindi ricapitolando ho usato:
– 250 gr. di farina di segale;
– due limoni mediograndi (tutta la scorza grattuggiata, riuscendo perfino a non grattuggiarmi le mani!) e il succo di uno e mezzo, ma non parliamo di limoni normali, eh: quindi ci si regolerà di conseguenza;
– burro (mboh!), ne ho usato metà di quello che si vede in foto;
– miele (mboh!), ne ho usato due buone dita di quel che si vede in foto (è miele artigianale in una bottiglina ex-succo di frutta), ne ho prese due ‘coltellate’ perché era molto denso.

Insomma, ho impastato sbriciolando a mani nude il burro e il miele con farina e limone, ma era diventata troppo liquida per farne una palla, allora ci ho aggiunto un paio di cucchiai di farina normale. La foto che ho fatto alla pallottola che ne è risultata serve a far capire quanto era grande.

 

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Dopodiché il mistero. Ho steso la pallottola col mattarello a un’altezza decisamente bassa, quindi una bassezza, e ho ritagliato dei quadrotti che ho ordinatamente sistemato sulla placca del forno foderata di carta forno. No, non ho una foto che testimoni l’ossessiva-compulsiva che è in me facendo vedere come li avevo sistemati. Con i ritagli ho rifatto una pallottola, poi uno sbirulicchio cilindrico che ho diviso in pezzettini. Li ho tenuti nel forno non molto caldo (circa 150°) per un quarto d’ora, tanto doveva cuocere solo la farina. Non mi sono fatta fregare dal fatto che col burro dentro non sarebbero mai diventati duri ma da caldi sarebbero rimasti morbidini. E infatti, una volta raffreddati sono croccantini con dentro un’anima morbida. Una goduria perfino per me che non mangio biscotti. Non vedo l’ora di infilarli in un gelato al limone o al pistacchio.

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Pubblicato da su 24 aprile 2014 in 4. Dolci

 

Torta caprese

Per una serie di motivi che non sto a dire era dal 2008 che non ero riuscita a farne una buona. Mi avevano fatto intossicare.

Poi un bel giorno ci ho riprovato, e si vede che era il suo momento. È venuta così straordinariamente buona e goduriosa che è piaciuta anche a chi in ufficio aveva dichiarato di non amare la torta caprese.

Intanto ho smesso di utilizzare le dosi di mamma, che evidentemente avevano qualcosa che non funzionava (pur avendo sempre funzionato. Boh.) Poi mi sono ricordata del mio amico poeta-cuoco che mi raccomandava sempre di pre-tostare le mandorle prima di tritarle. Ed è stata la mossa vincente. Perché normalmente quando vengono tritate rilasciano olio, mentre tostate fino a farle dorare / sbruciacchiare si seccano, aumenta l’aroma e il sapore, e non rilasciano ulteriori grassi che poi, uniti al burro, rendono la torta (che già è una cosa senza farina e lievito) troppo molle e burrosa. Le dosi le ho modificate sulla base di quelle di mamma e quelle di Luciano Pignataro, trovate in rete.

– un bicchierino di Cointreau
– 4 uova piccole o 3 grandi (io ne avevo 3 grandi)
– 130 grammi di zucchero
– 150 grammi di burro
– 270 grammi di cioccolato fondente
– 300 grammi di mandorle (io avevo due pacchetti di mandorle spellate e uno con la pelle)

Il procedimento è semplice.

Mentre tostate le mandorle nel forno, sciogliete a bagnomaria (o nel microonde) cioccolato e burro. Basta anche cominciare ad ammorbidirlo quel tanto che poi si possa mescolare facilmente, altrimenti va fatto raffreddare per non cuocere subito le uova. Tritare non molto fini le mandorle.

Sbattere le uova con lo zucchero a bassa velocità (senza montare per evitare l’effetto meringa una volta cotto). Aggiungere le mandorle. Aggiungere cioccolato e burro e un bicchierino di Cointreau. Riempirci una teglia imburrata e infarinata oppure, come ho fatto io, con la carta forno. Infornare a forno medio (150° non di più se no si brucia!!) per un totale di almeno mezz’ora (io ho fatto 15 + 15 + 10), e comunque finché lo spiedino infilato al centro viene fuori pulito.

Far raffreddare del tutto, va mangiata fredda e secondo me pure di frigo. La gente la spolvera con lo zucchero a velo ma io no.

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Pubblicato da su 21 febbraio 2014 in 4. Dolci

 

Franzbrotchen

Anche se mi piaceva di più chiamarli Julesrollini visto che non sono venuti come gli originali.

E comunque, visto che li ho fatti due volte e in entrambe le volte non ho documentato la creazione, metto due appunti qui.

In una tazza tipo mug sciogliere un panetto di lievito di birra in due cucchiai di farina, due di zucchero, due di latte. Impastare bene e lasciare a lievitare al caldo (la prima volta ci ha messo qualche ora e non ci volevo credere, occupava il fondo della tazza e alla fine a momenti usciva fuori, la seconda invece ci ha messo ehm qualcosa come ventisei ore.)

A quel punto ficcare nel frullatore (la ricetta originale fa con le fruste ma a me è venuto benissimo così):

– 500 grammi di farina
– 200 grammi di latte a temperatura ambiente
– 50 grammi di zucchero (ma io ho sbagliato e ne ho messi 80)
– un cucchiaino di sale fino
– 80 grammi di burro (la margarina in casa mia non entra manco travestita)
– un uovo
– la poltiglia lievitata e strabordante dalla tazza

Impastate, fate un bel panottolo e mettetelo a riposare ancora, coperto. Loro dicono mezz’ora, io ho fatto passare un altro paio di ore. Comunque deve crescere ancora.

A questo punto accendete il forno e nel frattempo preparate i rollini/croissant.

Stendete la pasta, alta poco poco.

Spolverizzate di: burro, zucchero, cannella a volontà.

Arrotolate tutto e tagliate dei rotolini, poi col manico di un cucchiaio di legno schiacciateli nel centro tantotanto finché il cucchiaio quasi tocca il tavolo.

Mettete sti cosi in una teglia vagamente imburrata e infornate.

Io a 180° ho fatto una prima passata di dieci minuti, poi ho spennellato con un uovo per dorarli e di nuovo altri dieci minuti.

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La ricetta originale era qui: http://www.nonolulu.de/?p=122

 
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Pubblicato da su 13 febbraio 2014 in 4. Dolci

 

Cheesecake limone e pistacchio

Per una volta ho voluto provare un cheesecake di quelli tipo torta gelato, che praticamente sembra che in giro si facciano solo così e molto più raramente la versione cotta classica americana. Vabbè.

Però ho girato talmente tanto, in tanti blog, e ho visto così tante ricette che ovviamente alla fine me lo sono inventato.

Ho fatto la base normalmente, con i Digestive e il burro. Beh, non proprio come al solito visto che non ero a casa e per tritare i biscotti ho utilizzato… un cucchiaio. Ci ho messo tanto tempo. È rilassante. Non rifatelo se non avete pazienza. Mescolare la polvere di biscotto col burro è stato divertente, l’ho fatto a mano come quando facevo la sbrisolona.
Per il resto me la sono inventata completamente. Non ho la più pallida idea delle dosi ma credo di riuscire a risalire almeno grosso modo alla spesa che avevo fatto:

– una confezione da mezzo chilo di yogurt greco
– una confezione da 250ml di panna da montare
– due limoni
– zucchero (possibilmente di canna)
– pistacchi
– un goccio di latte

e poi qualcosa per gelificare. Ecco, io per non usare la colla di pesce ho girato un po’ di negozi per trovare l’agar agar. Avevo un’ospite vegetariana. In pratica ho riscaldato quasi bollito la panna da montare con un paio di cucchiai di zucchero, magari tre, ma senza esagerare perché volevo venisse acidula e non dolce; e nella panna calda zuccherata ho diluito due bustine di agar agar (dicevano una bustina per circa mezzo litro di liquido), poi ho mescolato e ho unito lo yogurt, il succo di due limoni, un po’ di polpa, entrambe le bucce grattugiate. Ho unito un goccio di latte perché mi sembrava troppo denso ma è il tipo di cosa da vedere a occhio.
A questo punto ho versato nella base di biscotto preparata nello stampo con cerniera e ci ho spolverato su il pistacchio tritato. Frigo per due o tre ore (meno sicuramente della versione con colla di pesce).

La mia amica vegetariana non solo ha gradito ma se ne è portata metà a casa (e il giorno dopo in ufficio). Se non è un successo questo…

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Pubblicato da su 8 novembre 2013 in 4. Dolci

 

Crostata alle nocciole


Lo rinnegherò fino alla morte ma ammetto che la ricetta originale era per il bimby. Erano giorni che cercavo una ricetta per utilizzare mascarpone e nocciole e i dolci al cucchiaio che avevo trovato non mi piacevano tanto. Però silenzio che magari Sara non se ne accorge. E comunque l’ho modificata, gne gne gne.
Praticamente è una pasta frolla alternativa con crema di mascarpone alle nocciole per ripieno. Va bene, ok, la ricetta originale era qua: crostata col bimby sgrunt.

Io per farla a gusto mio ho modificato un po’ le dosi, in questo modo:

  • 250 grammi di farina
  • 125 grammi di nocciole polverizzate (avevo il pacchetto della Hoop da 250, quindi metà per questo e metà per la crema)
  • 180 grammi di burro
  • 2 uova
  • 120 grammi di zucchero di canna
  • 35 grammi di cacao amaro (quello che c’era, mica potevo lasciarne dieci)
  • 1/2 cucchiaino di caffè macinato

Ho fatto come da istruzioni, ho impastato, messo nella teglia, coperto con carta forno, pressato coi fagioli (sì, i borlotti rimasti dalla volta scorsa). A metà cottura ho tolto i fagioli e ho proseguito.
Poi ho preparato metà della crema, cambiando anche qua un pochino le dosi:

  • 1/2 litro di latte
  • 100 grammi di maizena (perché non avevo colla di pesce e manco la panna)
  • 170 grammi di zucchero
  • 4 tuorli d’uovo (e stasera la ngheresa mi suggerirà qualcosa in cui schiaffare i quattro bianchi perché oggi sono pigra e non voglio pensarci da me)
  • due tazzine ristrette di caffè al cioccolato a nocciola, perché cocopro sì, ma ogni tanto uno sfizio me lo faccio passare, e avevo comprato un pacchetto di caffè macinato aromatizzato a cioccolato e nocciola, e quindi per questa crostata mi sembrava perfetto.

Ho mescolato prima farina e zucchero poi ho aggiunto i tuorli e poco per volta il latte e ho messo su fuoco bassissimo (sì, Sara, lo so, la ricetta dice di programmare il bimby a 90 gradi cioè di non farlo bollire, sono stata brava) finché non si è addensata.
A quel punto ho lasciato sia la crema che la crostata a riposare tutta la notte (mentre io mi addormentavo sul divano piangendo davanti al servizio di Giulio Golia).
Stamattina (dato che ieri sera a mezzanotte non mi sembrava educato nei confronti del vicino che si sveglia alle 6) ho tritato finissime le nocciole rimaste (che nella ricetta originale non c’erano) poi sempre nel frullatore ho messo la crema e il mascarpone (confezione da 250 come da manuale) finché non si è tutto mescolato perbenino. Ho riempito la crostata e livellato, e ho aspettato un po’ in frigo per poterla mangiare. Burp.

 
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Pubblicato da su 7 aprile 2011 in 4. Dolci

 

Torta di pere e cioccolato

“Totta” di pere e cioccolato. La ricetta la potete trovare digitando queste tre parole torta pere cioccolato su google ma questo l’ho fatta io 🙂 e sono troppo orCogliona. Ingredienti: 100 g di amaretti, 170 gr di burro, 200 gr di cioccolato fondente, 200 gr di farina, 1/2 bustina di lievito per dolci, pere, 4 uova, rum, 100 gr di zucchero. Per prima cosa sbucciate le pere, togliete semi e la parte dura centrale, poi metteteli a cuocere in un tegame largo a fuoco allegro con un po’ di rum e zucchero fino alla completa evaporazione del liquido. Nel frattempo fate sciogliere il cioccolato a bagnomaria aggiungendo 100 gr di burro a pezzetti. In un mixer sbattete il restante burro con lo zucchero e i tuorli d’uova ai quali aggiungerete il composto di cioccolato ormai tiepido. Versate il composto in una ciotola capiente aggiungete gli amaretti sbriciolati finemente, la farina e il lievito setacciati. Montate gli albumi a neve ferma incorporate un po’ di zucchero sbattendo per qualche secondo ancora. Unite il composto di amaretti e gli albumi delicatamente. Dividete l’impasto in due parti e versate la prima metà dell’impasto in una tortiera imburrata e infarinata, quindi coprite il tutto con le pere che a loro volte coprirete con il resto dell’impasto. Mettete in forno preriscaldato a 180° per circa 40 minuti. È buona la totta 🙂

 
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Pubblicato da su 3 aprile 2011 in 4. Dolci

 

Torta di mele annurche

Stavolta l’ho fatta facile, la ricetta era già in rete quindi non devo manco faticare a riscriverla. L’ho perfino fatta identica identica senza varianti! E posso perfino bullarmi di aver usato i bellissimi limoni del mio giardino (ok, di mamma). Come sempre, sono partita dalla necessità primaria, che ovviamente è: vediamo di finire ‘ste mele annurche (che io adoro, eh!) che ho comprato in quantità industriale perché erano in offerta ma onestamente erano troppe per una persona sola (io non ho né mariti né figlie che smontano vetrine).
La ricetta si trova qui: Mele annurche in torta soffice e calda e giuro che non ho fotoscioppato le foto, è venuta proprio così. Siccome diceva di consumarla anche calda, appena estratta dal forno mi sono ingegnata a portarla in macchina per lasciarne un pezzetto anche alla muammua e ai fratelli (almeno ora la macchina profuma di torta di mele e non di topo morto). Sentirsi dire ‘è ottima’ è stato effettivamente così strano che ho pensato a del sarcasmo spinto; in compenso, pur di assaggiarla, mio fratello si è offerto spontaneamente di venire a inaugurare la mia cucina nuova cucinando uno splendido fusillo con zucchini, fiori di zucca e salsiccia piccante, ma questa è un’altra storia.

 
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Pubblicato da su 15 marzo 2011 in 4. Dolci